giovedì 27 maggio 2010

Genova Brucia - Simone Cristicchi

La verità sul federalismo demaniale

I Comuni si sono venduti il territorio comunale per cementificarlo. Ora, grazie al federalismo demaniale, potranno vendere i territori demaniali per cementificarli. Il MoVimento 5 Stelle si opporrà ovunque potrà.
"In questi giorni si parla di federalismo demaniali, ma ben pochi sanno di cosa si tratta, un milione di ettari di terreni agricoli a rischio di cementificazione, lo Stato passa ai Comuni le zone demaniali, come per esempio le aree delle ex caserme e le Regioni invece si occuperanno delle spiagge, ma è proprio nei Comuni dove si nasconde il pericolo più grosso, molti sono alla canna del gas, sono stati gestiti male e adesso per coprire il debito svendono il territorio, paradossalmente queste zone sono state preservate rimanendo nelle mani dello Stato, perché lo Stato non lavora sui piani urbanistici di ogni Comune Adesso lo Stato si divide la torta con i Comuni, il 25% allo Stato, il 75% ai Comuni, quelle aree vanno valorizzate, non si capisce bene cosa vuole dire questa parola, però sappiamo che ci sarà un soggetto che valuterà la congrua valorizzazione, Cosa significa? La valorizzazione di un terreno è data dalla sua destinazione, le destinazioni d’uso le decidono i Comuni, quindi per incassare fanno delle varianti ai piani regolatori e a suon di varianti renderanno queste zone, che in larga parte sono verdi, come edificabili, quindi la grossa sfida per il futuro è lavorare nei propri Comuni affinché queste aree non diventino altre case, altri centri commerciali, ma per esempio polmoni verdi per la città e le cubature già edificate, i capannoni abbandonati all’interno di queste aree, devono diventare strutture sociali o attività sportive, si possono fare impianti per attività sportive, usare la finanza di progetto, fare l’azionariato diffuso, coinvolgere i cittadini e la discussione intorno a queste aree deve essere partecipata, attraverso degli open space locali. Tutte queste cose nel provvedimento del governo non ci sono, qui non si tratta di federalismo, di togliere centralismo a Roma, qui si tratta di rendere federalista la cementificazione, questo è intollerabile e sono processi irreversibili e adesso come si sta muovendo la società civile contro la privatizzazione della gestione del servizio idrico? Dobbiamo batterci, fare rete in tutta Italia per fermare questa enorme speculazione a norma di legge, non possiamo permettere che i Comuni per fare cassa, svendano il nostro futuro e quello delle future generazioni. Il provvedimento è passato con i voti del Pdl, della Lega, contrario l’Udc , astenuto il PD e favorevole Italia dei Valori. I normali cittadini possono aggregarsi, fare petizioni, proposte che sono quelle che alla politica mancano, sulle singole aree. C’era un progetto a Bologna per un’area di fare un Hotel di lusso, noi abbiamo proposto di fare un ostello per la gioventù, per incentivare anche un tipo diverso di turismo. Gli hotel a Bologna, dice Federalberghi sono mezzi vuoti, bisogna ragionare, bisogna imporre ai Comuni e questo possono farlo i consiglieri con degli ordini del giorno, che la destinazione futura di queste aree, la scelgano i cittadini, il vero federalismo è questo, la forza delle comunità locali, dare la palla dalla politica alle lobby, ai cittadini e i cittadini in assemblee pubbliche ragionando con dei consulenti decidono un po’ cosa fare del loro territorio. Noi cercheremo, com’è stato fatto un po’ per il Piano casa, di mettere una toppa a livello legislativo in Regione, di limitare i danni, cercheremo tutte le scappatoie possibili, seguiremo tutte le strade percorribili per legge per imporre i percorsi partecipati per impedire che il futuro assetto delle nostre città lo decidano i costruttori insieme ai segretari del Partito di maggioranza, segretari del Partito di maggioranza e lo scelgano i cittadini. Le città sono nostre, dobbiamo riprendercele, dobbiamo impedire che vengano svendute per pochi euro a chi non ha saputo gestire la cosa pubblica e ne ha fatto scempio fino a ora." Giovanni Favia, MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna.
www.beppegrillo.it

martedì 18 maggio 2010

Giornata internazionale contro l’omofobia

Il 17 maggio è stata celebrata la Giornata internazionale contro l’omofobia, nel quadro di questa manifestazione, l’associazione ”Gli atei in azione” ha lanciato un’iniziativa destinata a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’aspetto omofobo di alcuni passi della bibbia e del corano.

ecco il contenuto del volantino.....


ATEI IN AZIONE
Ecco ciò che dicono i libri cosiddetti "sacri" (la bibbia e
il corano) in relazione al ruolo e al posto delle donne.
LA BIBBIA (antico testamento), genesi, capitolo 3
16. « i tuoi desiderî si volgeranno verso il tuo marito, ed egli
dominerà su te »
LA BIBBIA (nuovo testamento), 1 Corinzi
capitolo 14, 34. « Come si fa in tutte le chiese de’ santi, tacciansi
le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare,
ma debbono star soggette, come dice anche la legge. »
IL CORANO sura 4. 34. « Gli uomini sono preposti alle donne
[… ] Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto
quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete
l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. »
IL CORANO sura 24. 31. « E di' alle credenti di abbassare I
loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti,
se non quello che appare, di lasciar scendere il loro velo fin sul
petto…»
Credete che questi brani tratti dalla bibbia e dal corano
siano compatibili con i nostri ideali improntati al rispetto
dell’umanità di parità, uguaglianza e rispetto delle donne?

martedì 11 maggio 2010

'Vialenichem'



Venerdì 14 maggio 2010, presentazione del libro di Pino Ciociola, presso il Luc di Manfredonia, alla presenza dell'assessore regionale Nicastro
Pubblicato l'11 maggio 2010 alle 10:52

di Anna Castigliego

Venerdì 14 maggio 2010, alle 17, presso il laboratorio "Luc" a Manfredonia, sul lungomare Sauro (ex mercato ittico), avrà luogo la presentazione del libro “Vialenichem”, di Pino Ciociola (Andrea Pacilli Editore)

Presiederà l’incontro l'avvocato Vincenzo Muscatiello, docente dell'università di Bari, il neo assessore regionale alla qualità dell'ambiente, il magistrato Lorenzo Nicastro, e il direttore generale dell’Arpa Puglia, professor Giorgio Assennato. Interverranno l’autore del libro e l’editore Andrea Pacilli. Presenterà la serata il giornalista, Saverio Serlenga.

La presentazione del libro “Vialenichem” intende dunque proporsi come l’occasione per affrontare il dibattito sulle prospettive attuali dello sviluppo del nostro territorio affrontando sul tema "Dal 'su' al 'giù': lo sviluppo industriale dalle ciminiere alle trivelle", per discutere la questione del paradosso del modello di sviluppo proposto da anni al territorio di Capitanata.

Il libro “Vialenichem”, di Pino Ciociola, edito dalla Andrea Pacilli Editore, inaugura la collana “Documenti” dedicata dall’editore alla storia del territorio raccontata attraverso l’uso e lo studio dei documenti che raccontano le vicende del territorio stesso. Si racconterà la vicenda Enichem sulla scorta del libro di Ciociola che raccoglie e illustra i documenti principali, la maggior parte praticamente inediti, che segnano l’inizio della storia del petrolchimico Enichem a Manfredonia fino alla sua dismissione e oltre.

L’incontro di venerdì sarà dunque l’occasione per una riflessione sul tipo di modello di sviluppo che si è proposta e si propone dopo la vicenda Enichem sui nostri territori. Ciò alla luce delle ultime provocazioni che riguardano la possibilità di saggi petroliferi nel mare delle Tremiti mentre, paradossalmente, nell'ambito della bonifica dell'area occupata dal petrolchimico Enichem di Manfredonia, non è stato ancora deciso come eliminare ed abbattere le ciminiere dell'impianto. Il rapporto fra lo "scendere" delle trivellazioni e il "salire" delle ciminiere, si concretizza di fatto in uno stallo del territorio continuamente sottoposto ad istanze che tendono ad industrializzare in maniera posticcia ed in barba alle esigenze ambientali.
www.manfredonia.net

lunedì 3 maggio 2010

Tre maggio: quale libertà di stampa?

di Tiziana Ferrario – Articolo21

91 giornalisti uccisi nel mondo lo scorso anno e gia’ 10 quelli che hanno perso la vita nei primi mesi del 2010. E Proprio il 2009 sarà ricordato per due fatti senza precedenti: l’anno del più grande massacro di giornalisti in una sola giornata: 30 professionisti dei media sono stati assassinati da una milizia privata nel sud delle Filippine mentre stavano lavorando. E l’anno dell’ondata senza precedenti di arresti e condanne di giornalisti e bloggers in Iran dopo la contestata rielezione del presidente Ahmadinejad. Nella giornata sulla libertà di stampa nel mondo proclamata dall’Onu è importante fermarsi a riflettere su come un diritto dato per acquisito, in molte parti del pianeta sia in realtà inesistente o in pericolo. Reporters sans Frontieres ha voluto puntare il dito contro 40 predatori della libertà di stampa: tra i nemici dei giornalisti in giro per il mondo ci sono politici,funzionari statali,esponenti religiosi, milizie, organizzazioni criminali. Molti di loro erano già nella lista dello scorso anno,come in America Latina dove- scrive RSF- sono 4 le principali fonti di minaccia per chi fa informazione:i trafficanti di droga, la dittatura cubana,le FARC e i gruppi paramilitari. E se in Africa si notano pochi cambiamenti,i rapporti di forza sono peggiorati in medio Oriente e in Asia. Il Mullah Omar leader dei talebani si è guadagnato un posto nell’elenco per i 40 attacchi lanciati a giornalisti e mass media afghani. Altro esordiente è il presidente ceceno Ramzan Kadyrov che RSF indica come non estraneo agli omicidi avvenuti sotto il suo regime,tra i quali quelli di Anna Politovskaya e Natalia Estemirova,due voci critiche della questione cecena.Migliorano le cose in Iraq dove i giornalisti rischiano la vita,ma gli attacchi nei loro confronti stanno diminuendo. Non vanno scordati i 160 giornalisti in giro per i continenti che sono stati costretti a scegliere la via dell’esilio per sfuggire alla prigione o alla morte.E poi la censura crescente su Internet che –scrive RSF- porta ad una sorveglianza dei bloggers e dei siti simile a quella sui media tradizionali.Reporters san Frontieres si sofferma anche sulla situazione italiana dove i giornalisti sono bersaglio di organizzazioni criminali,come camorra, n’drangheta, cosa nostra e sacra corona unita. Cita i nomi di Roberto saviano,Lirio Abbate e Rosanna Capacchione costretti a vivere sotto scorta. Un capitolo è dedicato anche al DDl sulle intercettazioni che il Senato si appresta a varare:una museruola per la stampa libera. In Italia-scrive Reporters sans Frontieres esiste un grave problema di rapporto tra politica verità e informazione.

Il ratto del Colosseo - Marco Travaglio

UNA NUOVA RESISTENZA

BASTA ACCUSSARE SENZA MUOVERCI,MAI COME OGGI C'E' BISOGNO DI UNA NUOVA RESISTENZA....POPOLO SVEGLIA!!!